Intervista con la Dr.ssa Libanori

La terza intervista di questa rubrica è rivolta a Lorella Libanori, fisioterapista di una R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale) ad Anzio e soprattutto socia e volontaria della prima ora del Centro Donna Lilith di Latina, Associazione attiva sul territorio dal 1986, a fianco delle donne e delle minori, vittime della violenza domestica e di genere.

Io - Mi descrivi brevemente le caratteristiche che ritieni importanti della struttura sanitaria ove presti la tua attività professionale?
Lorella Libanori - La struttura dove svolgo il mio lavoro è una R.S.A., con prevalenza di pazienti anziani che hanno una vasta gamma di patologie organiche, alle quali è associata spesso demenza senile o decadimento delle capacità cognitive e relazionali. Si tratta di persone fragili che si trovano a vivere l’ultima parte della vita lontano dal loro ambiente familiare, in un contesto che si propone di essere la loro “nuova casa”, con figure di riferimento nuove, dove spesso si creano legami d’affetto con gli operatori e le operatrici, siano essi Infermieri, Fisioterapisti, Medici o O.S.S. (Operatori socio sanitari).

Io - In questa struttura c’è un servizio di Psicologia Clinica, un ambulatorio di Psicologia o un professionista psicologo esterno di riferimento?
Lorella Libanori - Nella nostra struttura c’è un servizio di Psicologia e la Psicologa si occupa, a “tempo parziale”, della valutazione psicologica e cognitiva dei/delle pazienti e del supporto alle loro famiglie. Ci sarebbe bisogno, a mio avviso, di un maggior numero di ore lavorative per questo servizio.

Io - secondo te gli operatori sanitari che lavorano nella R.S.A. hanno competenze psicologiche e sensibilità adeguate per svolgere il loro lavoro?
Lorella Libanori -  Gli operatori sanitari che lavorano nella R.S.A. non hanno competenze psicologiche adeguate, a parte la psicologa naturalmente, ma molti di loro sono dotati di una sensibilità e di un’empatia che permette di costruire rapporti di familiarità e affettività con i pazienti che peraltro trascorrono anche molti anni in questa residenza sanitaria.

Io - E quindi anche tu devi ricorrere alla tua sensibilità e alle tue competenze relazionali e psicologiche?
Lorella Libanori - E’ chiaro che nello svolgimento del mio lavoro metto in atto competenze relazionali, empatia e strategie “psicologiche” che sono frutto di sensibilità personale e che andrebbe supportata con una formazione adeguata per non incorrere nel rischio di burn-out, rischio sempre in agguato per gli operatori sanitari di questo tipo di strutture, perché svolgono un lavoro rivolto a persone portatrici di grandi bisogni e con patologie che creano grandi difficoltà dal punto di vista relazionale.

Io - Ora mi puoi descrivere sinteticamente le attività svolte nel Centro Donna Lilith dove sei da sempre impegnata nelle vesti di socia e volontaria?
Lorella Libanori - Il Centro Donna Lilith si occupa, come mission principale, di contrastare la violenza di genere. Si occupa di donne che si trovano in una relazione connotata da violenza, in tutte le sue forme (fisica, psicologica, economica e sessuale), una violenza spesso agita dal partner in ambiente domestico. Il Centro Antiviolenza favorisce l’uscita dall’esperienza di violenza subita attraverso un percorso curato dalle operatrici volontarie, fondato sul principio e sulla pratica del “partire da sé” e attraverso una metodologia condivisa dai Centri Antiviolenza che fanno capo all’Associazione D.i.re. (Donne in rete contro la violenza), la rete nazionale dei Centri e delle Case Rifugio. Il Centro Donna Lilith ha anche, dal 2003, una Casa Rifugio nel territorio della Provincia di Latina per le donne che hanno bisogno di allontanarsi dalla loro casa, insieme ai loro figli/figlie, perché si trovano in pericolo di vita a causa dei loro partner o ex partner. Le donne arrivano nella Casa Rifugio anche in seguito alla segnalazione dei Servizi Sociali o delle Forze dell’Ordine con cui lavoriamo in rete.

Io - Di cosa si occupa la psicologa o le psicologhe che collaborano col Centro Antiviolenza?
Lorella Libanori - La psicologa che si occupa di seguire alcune delle donne che stanno compiendo il percorso di uscita dalla violenza, sia all’interno del Centro che nella Casa Rifugio, è anch’essa un’operatrice volontaria. Questo è molto importante in quanto la psicologa aderisce alla nostra metodologia come operatrice e condivide la nostra pratica politica. E’ una di noi insomma. Le altre operatrici non psicologhe non vengono formate per avere una specifica competenza psicologica in quanto la metodologia di intervento si basa sulla relazione tra donne (l’operatrice volontaria e la donna in stato di temporanea difficoltà); in effetti il tema della violenza di genere non riguarda solo le donne utenti del Centro Antiviolenza ma riguarda tutte le donne. Naturalmente ci sono donne che hanno bisogno di un supporto anche psicologico e allora entra in gioco la nostra psicologa che guida anche gruppi di mutuo aiuto. Comunque la formazione è una risorsa importante quando si opera in questo campo. Le nostre operatrici vengono formate alla nostra metodologia di intervento e poi seguono un periodo di affiancamento nei colloqui con le donne in difficoltà che accedono al servizio di aiuto del Centro e comunque i colloqui vengono condotti sempre da due operatrici insieme.

Io - Cosa manca, secondo te, al Centro Donna Lilith per riuscire a rispondere ancora meglio alle esigenze del territorio per combattere la violenza di genere? Risorse umane volontarie o Formazione tecnica e personale?
Lorella Libanori - Avremmo davvero bisogno di altre volontarie, sia come operatrici di aiuto ma anche per tutte le altre attività del Centro Donna; ci sono progetti da portare avanti, idee da realizzare e sarebbe bello riuscire a coinvolgere altre giovani donne nelle nostre attività. Per me è molto complicato dividermi tra il mio lavoro nella struttura sanitaria e l’attività di volontariato nel Centro Donna Lilith; faccio parte del comitato direttivo e da circa sei mesi ho assunto la carica di Tesoriera. Tuttavia il Centro Donna Lilith è “casa mia” da quasi ventinove anni ed è il luogo dove ho scelto e scelgo ancora di fare politica, la politica delle donne; luogo simbolico e reale quindi, luogo di condivisione dove cerchiamo di creare uno spazio di libertà per tutte le donne.

Io - un’ultima breve domanda: nella nostra società c’è, a tuo parere, un rischio di psicologizzazione del linguaggio paragonabile al fenomeno di diffusione e divulgazione eccessive della disciplina medica (medicalizzazione)?
Lorella Libanori - Alla tua ultima domanda non saprei ben rispondere… ma credo però che tutti si improvvisino un po’ psicologi, tentando di dare interpretazioni psicologiche anche senza possedere competenze adeguate. 

 

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Ultima modifica: 27/01/2017