L'adolescenza

L’adolescenza è il periodo del ciclo della vita che traghetta la trasformazione (pubertà) dell’infante verso l’adulto: è un’età di mezzo che, nel nostro tempo ha acquisito una durata ed un’importanza sempre maggiore, suscitando l’attenzione e l’interesse di tutti, dal mondo della psicologia e dell’educazione al mondo del marketing e dei divertimenti; dall’adolescente come persona spuria, indefinita e con un’identità incompleta all’adolescente come soggetto accreditato, attore e interlocutore privilegiato del mondo dell’informazione e dei consumi.

Gli adolescenti ci intrigano, ci incuriosiscono, talvolta ci esasperano e ci offendono ma sono ormai diventati i soggetti di un’età di riferimento per tutti: sono i modelli da imitare negli atteggiamenti e nel comportamento, sia nel modo di divertirsi che nel modo di vestire.

Il conformismo tipico e riconosciuto degli adolescenti si è esteso, in modo progressivo e quasi paradossale, al mondo degli adulti che li imitano, talvolta con invidia e inconsapevolezza.

Gli adulti, ma non sempre gli adolescenti, vogliono narcisisticamente sentirsi e restare ragazzi, dediti ai divertimenti e un po’ irresponsabili.

Quindi c’è, nel nostro tempo, un aspetto psicologico e antropologico morboso che riguarda l’adolescenza ma non gli adolescenti e che altera una prospettiva di osservazione onesta del mondo giovanile da parte degli adulti.

Tuttavia gli anni dell’adolescenza non sono affatto un’età dorata e spensierata.

Gli adolescenti devono affrontare una trasformazione somatica e fisiologica dirompente che comporta un cambiamento necessario nell’identità psico-fisica e nelle relazioni: i cambiamenti interni, somatici e psichici, meritano e chiedono quindi nuove modalità di relazione con i pari e con gli adulti.

E, per inciso, gli adolescenti hanno bisogno che gli adulti, criticati e contestati, mantengano il ruolo di adulti, con cui ingaggiare un processo di confronto dialettico, conflittuale, di crescita e individuazione.

Queste trasformazioni necessarie comportano difficoltà e problematiche che devono essere affrontate e superate, imparando ad accettare i cambiamenti e l’energia fisica ed emotiva che le sostiene; ma riuscire a vivere pienamente questa età di trasformazione mirabile comporta la capacità di guardare al di là dell’orizzonte del presente, complicato ma eccitante: l’adolescente deve diventare grande, come si diceva una volta, deve assumere un’identità rinnovata e trovare un ruolo significativo nella comunità di appartenenza.

Le criticità psicologiche dell’adolescenza riguardano innanzitutto il mondo della sessualità, che esplode e diventa l’aspetto principe della trasformazione adolescenziale, poi la rinuncia all’infanzia e la nostalgia del proprio passato, l’assunzione delle responsabilità che comporta il nuovo ciclo di vita, la capacità di introspezione e di leggere la realtà, la turbolenza emotiva e sentimentale, la difficoltà a domare la propria impulsività, il rapporto con gli altri mediato dal proprio narcisismo e la dicotomia dipendenza-autonomia nei riguardi dei genitori.

Segni di allarme e sintomi della presenza di disagio psichico o di una psicopatologia incipiente sono: un rapporto decisamente difficile e conflittuale con la scuola o al contrario un’apprensione drammatica per il profitto scolastico, la presenza pervasiva di bugie, l’isolamento sociale, una suscettibilità e una timidezza eccessiva, un bisogno perenne e ingiustificato del sostegno degli adulti per svolgere i comuni compiti quotidiani e soprattutto vissuti depressivi intensi e reiterati, atteggiamenti e comportamenti ossessivi e compulsivi, l’eccessiva diffidenza e la presenza di pensieri persecutori, problematiche persistenti e reiterate nel comportamento alimentare (digiuni, abbuffate, vomito provocato, ecc.) e nel vissuto corporeo.

La psicoterapia in questi casi è un intervento auspicabile per sostenere il compito difficile della trasformazione corporea e identitaria e anche allo scopo di prevenire lo sviluppo di psicopatologie conclamate.

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Ultima modifica: 27/01/2017